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Il Diritto alla Salute in Grecia oggi

Intervista a Christos Sideris della Clinica Comunitaria Metropolitana di Helleniko
All'inizio di questo nuovo anno abbiamo voluto guardarci indietro di qualche mese, ripensando ai torridi mesi estivi e a quel frenetico susseguirsi di notizie che si rincorrevano attraversando quel sottile braccio di mare che ci separa dalla Grecia.
Ci siamo così trovati a ripensare a quelle giornate di Luglio nelle quali una piccola penisola e i suoi cittadini tornarono ad essere, così come fu millenni addietro, l'epicentro d'Europa, aprendo un acceso dibattito internazionale sul significato e sul ruolo dell'UE, reclamando la dignità e la libertà di un paese intero.
A distanza di pochi mesi, all'indomani della firma del nuovo memorandum, poco o nulla si parla dell'attuale situazione greca, eppure le complesse problematiche socio-economiche appaiono tutt'altro che risolte.
Abbiamo così deciso di intervistare Christos Sideris, membro della Clinica Comunitaria Metropolitana di Helleniko, a pochi chilometri da Atene, per cercare di comprendere meglio l'attuale condizione greca, soprattutto per quanto concerne il diritto alla salute.
  • Partiamo dall'inizio, in cosa consiste l'ambulatorio, su quali principi si fonda e com'è nato?
La Clinica Comunitaria Metropolitana di Helleniko (MCCH) offre assistenza sanitaria di base e cure gratuite a tutti i pazienti privi di assicurazione, disoccupati o indigenti, indipendentemente da chi essi siano e da dove vengano.
L'obiettivo della Clinica è quello di servire la popolazione, ma i volontari non si illudono certo di poter sostituire il Servizio Sanitario Nazionale greco (e non lo desiderano nemmeno). Ci battiamo per un sistema sanitario pubblico che offra servizi di alta qualità aperti a tutti.
Il Dott. George Vichas, cardiologo, è stato il primo ad avere l'idea, nel 2011, di creare una clinica comunitaria portata avanti da volontari. Lui ed un piccolo gruppo di persone si incontrarono al principio di quell'anno, pochi mesi prima dell'inizio delle manifestazioni in piazza Syntagma, e, dopo gli avvenimenti di quella stessa estate, tale gruppo cominciò a crescere, prese forma l'idea di resistere attivamente alla distruzione del sistema sanitario pubblico.
Le parole di Mikis Theodorakis accesero l'impegno e la partecipazione, quando, di fronte ad un piccolo gruppo di persone, appena prima di un concerto nel Settembre 2011, proclamò: “Nessun Greco dovrebbe patire la fame, nessun Greco dovrebbe essere privato del medico.”
Il Dott. Vichas e gli altri volontari incontrarono così la Giunta Comunale di Helliniko – Argyroupoli, che decise di offrire assistenza diretta nella realizzazione di questa idea, garantendo uno spazio fisico e provvedendo ai servizi di prima necessità.
Lungo il cammino il gruppo si è fatto pian, piano più numeroso, l' MCCH ha mosso i suoi primi passi nell'autunno del 2011 e da quel momento non ci siamo più voltati indietro.
Oggi i nostri volontari sono più di 280, con un numero crescente di medici, dentisti, farmacisti ed elementi di supporto, offrendo assistenza ad un numero sempre crescente di pazienti, talvolta superiore ai 100 al giorno.
Inoltre, l' MCCH offre supporto psicologico a cittadini disoccupati, così come si occupa di fornire cure di base ed alimenti per bambini e neonati, tutto in via gratuita.
I farmaci e gli altri prodotti derivano da donazioni di cittadini sostenitori, con l'intento di supportare coloro che si trovano in condizioni di disagio in questa fase di crisi economica che tutti stiamo attraversando.
L' MCCH è fondato su tre principi fondamentali:
1) non accettiamo offerte monetarie da nessuno,
2) non accettiamo la partecipazione di nessun partito politico nelle attività della clinica,
3) non facciamo propaganda a nessuno e non permettiamo a nessuno pubblicizzare le eventuali offerte devolute.
La clinica non è finanziata da nessuno (ad eccezione delle spese operative coperte dalla Giunta Comunale di Helliniko – Argyroypoli).
Volontari, amici e sostenitori della clinica organizzano un mercatino annuale che copre parte delle nostre necessità economiche, inoltre accettiamo medicine, beni di prima necessità e lavoro volontario.
Tutto ciò ci assicura la nostra autonomia e la nostra indipendenza.
Curiamo la trasparenza ad ogni livello e la maggioranza delle decisioni di carattere non clinico vengono prese collettivamente nell'assemblea generale dei volontari.
  • Come portate avanti quotidianamente il vostro lavoro?
Tutto il nostro staff è composto da volontari e ci basiamo totalmente sul lavoro volontario per rispondere a tutti i servizi richiesti dai nostri pazienti.
Non è stato facile riuscire a coordinare 280 persone, ma stiamo riuscendo non solo a fare un buon lavoro nell'offrire assistenza ai nostri pazienti, bensì stiamo anche diffondendo in Europa un messaggio di solidarietà, sostenendo le ragioni per le quali i nostri pazienti debbano essere assicurati, mettendo in tal modo pressione sul nostro governo, così come sull'UE.
Il nostro gruppo non ha leaders o presidenti, l'intera struttura organizzativa è orizzontale e tutte le decisioni importanti sono prese tramite il mezzo assembleare, da cui provengono anche le nostre regole.
  • Esistono altri centri similari al vostro sul territorio nazionale greco?
La nostra clinica è stata la prima ad aprire nella regione di Atene e la seconda in tutta la nazione.
Al momento ci sono più di 12 cliniche e farmacie comunitarie nell'area ateniese e più di 40 in tutta la Grecia.
  • Quante persone si sono rivolte al vostro ambulatorio e hanno usufruito dei servizi da esso offerti nel corso di questi anni?
In questi 4 anni abbiamo aiutato più di 6000 pazienti per un totale di 47000 casi e necessità differenti.
  • Puoi raccontarci qual è il contesto socio-economico generale che la popolazione greca si trova a vivere oggi?
La nostra nazione vive una condizione di crisi economica da 7 anni, di cui 5 sotto rigide politiche di austerità.
Le condizioni economiche e sociali della Grecia sono così dure che il 60% della popolazione vive sotto la soglia di povertà o molto vicino ad essa.
  • E per quanto riguarda il Diritto alla Salute?
3 milioni di Greci sono esclusi dall'accesso alle cure e all'assistenza medica semplicemente perché non possono permettersi di sostenerne le spese.
Proprio a causa delle difficili condizioni economiche una parte della popolazione viene letteralmente esclusa dal servizio sanitario. Chi è sprovvisto di assicurazione, infatti, nel momento in cui riceve assistenza medica e cure in un ospedale pubblico si trova a dover pagare per tali servizi e, qualora non fosse nella condizione di sostenere tali oneri economici, si troverà a contrarre un debito con lo Stato.
Oggi vi sono molte persone che si trovano in serie condizioni cliniche e scelgono di non farsi curare, preferendo correre il rischio di incorrere in complicanze di estrema gravità o finanche di morire, piuttosto che aggravare la condizione di debito della propria famiglia o dei propri figli.
  • Tornando con la memoria a quanto accaduto durante gli scorsi mesi di Giugno e Luglio, al referendum e ai successivi accadimenti, pensi sia stata persa un'occasione per avviare un cambiamento in Grecia e nell'intera UE? Come è cambiato lo scenario in Grecia dopo la firma del memorandum?
Fino a che l'austerità non cesserà, nulla cambierà in Grecia.
A causa degli enormi tagli al budget imposti al sistema sanitario nazionale greco (parliamo di più del 50% di riduzioni dal 2009) molti ospedali pubblici non possono nemmeno permettersi di comprare i medicinali per i proprio pazienti.
Quindi nulla cambierà, a meno che tale sistema non cambi e, affinchè ciò avvenga, l'Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea dovranno cambiare le proprie politiche.
  • Quali possibili orizzonti futuri vedi per la Grecia e per gli stati europei che vivono oggi una condizione di maggiore criticità?
Il nostro futuro è sotto il rigido controllo della Troika.
Ciò che i cittadini europei devono capire è che queste politiche applicate in Grecia presto si allargheranno agli altri stati dell'Unione.
Qui è in corso un grande esperimento e, se ad esso sarà permesso di andare avanti, tali condizioni si diffonderanno ovunque.
I nostri diritti sociali sono minacciati e dobbiamo difenderli ad ogni costo.
In questi ultimi anni l'Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea hanno posto come elemento di massima priorità l'aiuto del “mercato finanziario” e delle banche, anziché i popoli europei. Se queste priorità non saranno ribaltate, continueremo a vedere persone morire in nome delle ragioni dell'economia e della finanza.
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